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Traona è certamente uno fra i più antichi e splendidi borghi della Valtellina, in particolare per la sua posizione centrale e strategica sulla "solatia costiera dei Cech" di cui ne è stato per 900 anni il capoluogo indiscusso .
Nove secoli a partire dall'800 , di grandi avvenimenti e grandi mutamenti che hanno fatto di Traona e del suo territorio "comunitas montanae Domopholis" un grande protagonista ,contribuendo suo malgrado anche a condizionare non solo la storia della Valtellina ,ma anche quella dell'Italia e addirittura dell'Europa. Per risalire alla sua prima citazione storica si deve andare al 829 anno in cui il Vescovo di Novara Attone vende alcuni suoi beni al fedele Werentone e alla suora Romana in Travona. Ma la vera nascita storica di Traona, comincia nel 983 anno in cui l'imperatore Ottone II ,concede privilegi ad alcuni dei suoi servitori fedeli (I Vicedomini) consegnando loro la gestione politica ed economica delle terre valtellinesi. Questi ultimi, una volta in Valle, scelsero alcune sedi per il loro dominio, una fra queste fu Traona, in particolare per la sua posizione baricentrica per il controllo dei loro nuovi territori. Una scelta che segnerà l'inizio della lunghissima storia Traonese. E' così a Traona sono arrivati oltre ai Vicedomini, i Parravicini, i Malacrida, i Vertemate, gli Omodei e molte altre famiglie. Queste famiglie tutte di origine comasca, cominciarono una parziale ricostruzione del borgo sulla costiera, scegliendo per il loro controllo terriero il poggio di Domofole, riattando un vecchio maniero già esistente, ma un po' malconcio. Ben presto questi interventi, sia di ordine urbanistico che di ordine strategico, fecero accrescere il controllo totale sull'intera bassa Valle, tanto che Traona divenne ben presto il capoluogo incontrastato del Terziere inferiore, segmento territoriale in cui fu divisa per secoli l'intera Valtellina. Così i padroni di Traona divennero anche sempre più ricchi imponendo a tutti regole e comportamenti ben precisi. Quest'ultimi imposero di pagare un dazio su quasi tutte le merci che, provenienti dal milanese erano dirette in alta Valle;
istituirono il diritto di centena sul bestiame in transito da e per la Valle;
incassarono denari sulla fluttuazione dei tronchi sull'Adda che scendevano dall'alta Valle verso il lago di Como
Chiesa Parrocchiale di S. Alessandro
sec XV-XVII
artisti - Giacomo Parravicino detto Gianolo Gianantonio Torricelli Asinaghi di Civo (1621-1660) Gaudenzio Ferrari Francesco Carnisi di Luino (organo)
Chiesa S. Maria in Bioggio
sec XVIII
artisti Luigi Bruschi Antonio Canclini di Bormio Pietro Ligari(1686-1752)
Chiesa S. Caterina di Corlazio
sec XV
artisti Gian Andrea de Magistris Cipriano Valorsa di Grosio (1604)
Chiesa S. Apollonia
sec XVII
Chiesa S. Ignazio di Loyola
sec XVII
Chiesa S. Colombano
sec. XVI
artisti Luigi Tagliaferri (1905)
Convento S. Francesco
sec.XVIII
Arco Dogana Avello sepolcrale
sec V
Palazzo Parravicini de Lunghi
sec XVI sede comunale
Palazzo Parravicini
sec XVII-XVIII sede Palazzo Comunale
 Fu tale e tanta la ricchezza delle famiglie dominanti, che dal XV al XVII secolo a Traona vi fu un fiorire e rifiorire di dimore signorili buona parte delle quali sono ancora tutt'oggi visibili. Ne sono testimonianza le numerose e suntuose dimore dei Parravicini, il palazzo Massironi e la casa Malacrida -Vertemate. A tanto sfarzo laico di quel periodo non poteva che rispondere una certa intraprendenza religiosa che ha segnato e scandito la profonda fede cristiana del popolo traonese, anche quando il seme della eresia protestante sembrava prendere il sopravvento. Meritano citazione per il loro valore non solo religioso ma anche artistico le Chiese di Santa Caterina di Corlazio, di S. Apollonia, di S. Francesco, di S. Maria in Bioggio, di S. Colombano di S. Ignazio di Loyola, ma il tempio per eccellenza è stato ed è ancora oggi la meravigliosa Parrocchiale di S. Alessandro già presente nel 1286. La chiesa non solo è grandiosa nella sua spazialità esterna, ma assume ancor più la sua magnificenza di tempio divino quando si entra all'interno e si ammirano le innumerevoli testimonianze artistiche e pittoriche che vedono la firma tra l'altro di artisti come Giacomo Parravicino detto il Gianolo, il Torricelli, i Ligari, l'Asnaghi, ecc. Ritornando alla storia occorre dire che Traona fu anche sede del Podestà per secoli e secoli sostituito poi dal Commissario distrettuale la cui presenza durò fin verso metà del XIX secolo. Queste presenze istituzionali così significative nel borgo destinate a controllare tutte le attività civili e militari della comunità, contribuirono non poco a valorizzare la potenza di Traona. Insomma un po' per la posizione strategica e per l'audacia dei padroni delle terre, un po' per l'intraprendenza e la caparbietà della comunità , Traona ha saputo segnare davvero il suo tempo storico per molti e molti secoli . Ora le cose sono cambiate, Traona è ormai un ridente e fiorente borgo che ha saputo stare al passo coi tempi, conservando fra i suoi tortuosi vicoli, per la verità un po' a fatica, il suo glorioso passato storico in cui dominava le terre da Olonio a Buglio, la costiera invece piano piano si sta trasformando in una piacevole zona di residenza e di villeggiatura per molti turisti che provengono per lo più dal lago di Como e dal milanese.
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